E questo è Cabaret tra Napoli e Berlino

Domenica 18 marzo con inizio 17.30  al Teatro Denza va in scena lo spettacolo di Giampiero Notarangelo:

E questo è Cabaret tra Napoli e Berlino

Gli allievi-attori della prestigiosa Scuola di Teatro con sede presso l’Istituto Denza, con la regia di Notarangelo, faranno rivivere grandi attori e autori del passato come Karl Valentin ed il suo cabaret che ebbe enorme successo a Berlino e che ha avuto una influenza significativa sulla cultura tedesca al tempo della Repubblica di Weimar, a confronto con scene che fanno riferimento alla comicità dei napoletani De Filippo, o di Totò interprete della Patente di Pirandello.

Karl Valentin esaspera la logica spingendola al paradosso, e così la svuota. Rappresenta l’inadeguatezza dell’ umana capacità conoscitiva. Valentin è allegro, ma la sua è l’allegria dei disperati, il suo personaggio sa di essere libero solo di pensare e lo fa con la logica rovesciata del clown.

Gioisce del Direttore che fa sbagli. Entra sempre con movimenti rallentati, apatici, torvo e arcigno, con l’aria  funerea. E’ un clown malinconico, metafisico. E’ curioso, maligno, svagato, testardo. Fa scherzi malvagi con la flemma della follia. E’ l’insolenza e la ribellione di chi non possiede nulla e con sotterfugi si sottrae a regole e imposizioni. La sua comicità fu paragonata a quella di Chaplin.

Il cabaret è una forma di spettacolo che combina teatro, canzone, commedia e danza, sperimenta nuovi linguaggi, e si differenzia pertanto dal cafè chantant che invece è orientato verso l’intrattenimento. E’ all’interno dei primi cabaret che fioriscono correnti come il dadaismo, il surrealismo e con Karl Valentin il teatro dell’ assurdo.

Il vero cabaret ha permesso ai veri artisti di esprimersi liberamente, e l’artista è colui che è capace di vedere e farti vedere un mondo sempre nuovo e diverso, aprendo gli orizzonti, abbattendo antiche leggi e pregiudizi, nel rispetto e nell’accettazione delle scelte diverse degli altri, sempre se queste ultime siano improntate allo stesso riconoscimento di libertà del pensiero.